Unità Cinofila

IL LEGAME INSCINDIBILE TRA UOMO E CANE, UNO STRUMENTO PREZIOSO PER IL SASU DI PERUGIA 

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico forma e brevetta unità cinofile ricerca in superficie ed unità cinofile da valanga.
I percorsi per l’operatività sono lunghi e complessi e prevedono due anni di addestramento formativo con superamento di due esami. L’unità cinofila è un binomio inscindibile, per cui il conduttore può lavorare solo con il suo cane così come il cane può lavorare solo con il suo conduttore.
Ogni anno per mantenere l’operatività è necessario partecipare ad un evento che la scuola nazionale organizza per la verifica, consistente in un “simulato di ricerca”. La specializzazione di questa straordinaria coppia cane-uomo obbliga ad allenamenti giornalieri di “conduzione” e quindicinali di attività su campo che permettono un livello eccellente in termini di operatività.

Quali sono i cani da soccorso

Non esiste una razza particolare per questo tipo di lavoro, anche se alcuni parametri di scelta sono obbligatori: il cane deve avere un’indole docile associata ad una grande tempra, curiosità e voglia di gioco sono poi fondamentali per imparare a cercare. La struttura fisica deve rientrare in un ”rettangolo”, non devono essere troppo pesanti nè troppo leggeri. Fino a qualche anno fa la razza più usata era il pastore tedesco, oggi meno frequente. Al suo posto stanno entrando i retriever (labrador, golden e nova scotia), i pastori belga malinois e i border collie.
A motivo del fatto che il soccorso alpino e speleologico opera in condizioni spesso estreme in terreni ostili il binomio uomo cane è in grado non solo di essere calato dall’elicottero con verricello, ma anche di affrontare in sicurezza passaggi delicati su terreno scosceso o roccioso verticale con utilizzo di tecniche alpinistiche. Proprio per questo durante la ricerca l’unità cinofila viene accompagnata da un tecnico del soccorso alpino che rimane a disposizione e garantisce l’incolumità della squadra.

I vantaggi delle unità cinofile

Al momento, nonostante il grande sviluppo delle tecnologie, il naso del cane rimane ancora il sistema più valido per trovare persone disperse. I cani da valanga riescono sorprendentemente a segnalare la presenza di un travolto anche a due metri sotto il manto nevoso, ed a tutt’oggi la possibilità di raggiungere un travolto in tempi brevi rimane la vera speranza di trovarlo ancora in vita.
Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico vanta non solo il primato italiano di tradizione e specializzazione in campo di cinofilia rivolta al soccorso, ma anche un nuovo progetto unico nel suo genere: Unità Cinofile Molecolari. Al momento solo quattro brevettate sono dislocate tre al nord ed una in centro Italia. I cani (razza bloodhound) sono in grado di seguire le tracce dopo aver odorato l’odore specifico della persona dispersa, al contrario dei cani da superficie e da valanga che segnalano e seguono l’odore dell’uomo in genere, cioè senza alcuna distinzione.
Per essere più chiari, al cane da valanga e a quello di superficie si chiede con il gioco se un essere umano è da qualche parte all’interno di una zona predeterminata, mentre al cane molecolare si chiede di seguire l’odore del soggetto X piuttosto che del soggetto Y.
Chiamate il +39 335 5726590 per informazioni!
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